Guestbook
Frank era un caro amico. Quando finivo il lavoro lo passavo a prendere in Via Maestà delle Volte e veniva a pranzo a casa, qui in corso Garibaldi. Andava e veniva spesso, era la sua vita inquieta, che lo portava in giro per il mondo. Poi un giorno mi disse che sarebbe tornato a New York, mi avrebbe scritto, per farmi sapere di se e mandarmi il nuovo recapito.
Non seppi più nulla, per tanti anni. Cercai di contattare la sorella, ma la lettera tornò indietro, destinatario sconosciuto.
Poi nella vita succedono cose strane e a me ne sono accadute tante. Dietro la spinta di mia moglie, che ama tantissimo il mare e le sue isole, ne abbiamo viste tante, con piacere anche mio naturalmente. Un estate mi chiede di andare a Stromboli. Va bene andiamo, era tempo che volevo salire sul vulcano. Così arriviamo, ci sistemiamo in una bella casetta e incominciamo a girare l’isola, tra bagni e passeggiate. Capita un giorno nuvoloso, così ci dedichiamo ad una visita più accurata. Io in tutti i posti dove vado, sento la necessità di visitare i cimiteri. Mi piace rileggere la storia di un paese o di una città, attraverso le lapidi dei suoi morti.
Così quel pomeriggio mezzo nuvoloso, in questo cimitero isolano, mi trovo improvvisamente davanti un viso amico. Era Frank! Non riesco a crederci, poi leggo la lapide: Frank Cincotta, musicista. Incisa nella lapide di marmo, una bella chitarra.
Ecco dove era finito Frank. Era morto a Lipari, ma i suoi cari sapevano i suoi desideri, per l’ultima dimora. Queste ultime notizie le ho avute dalla fornaia del paese.
Inutile dirvi, che ripenso sempre a questa storia e al destino, che mi ha riportato davanti alla sua tomba. Ormai sono passati più di dieci anni. Ciao Frank.
Grazie a te Emanuele per ricordarti di lui. Un abbraccio.
